La notte del 30 giugno 2018, si è svolta la quarta indagine paranormale al Castello Sannazzaro di Giarole.

Partecipano all’indagine: William Facchinetti Kerdudo, Eva Rebecchi, Giuseppe Tripodi, Marco Luzzatto, nonché due componenti del gruppo GHIF, Monica Tomba e Rosario Ficci.

L’indagine ha inizio alle 21,30 circa, nella stanza del guardaroba.

Qui, tramite l’apparecchio Spirit Box (un apparecchio che effettua la scansione continua e rapida singola o doppia simultanea AM / FM selezionabili, velocità regolabili di ricerca da 50 msec a 350 msec. Oltre a questo, rileva la temperatura ambientale, emettendo un suono prolungato ad ogni variazione) si è verificata una possibile interazione, in quanto l’apparecchio, dietro nostra richiesta, fa suonare e spegnere il rilevatore della temperatura, facendolo addirittura bloccare, esaurendo improvvisamente le batterie del dispositivo (batterie nuove).

Inoltre, è stata data risposta ad alcune delle nostre domande:

chiediamo di ripetere il nome di uno di noi – “Tomba” (Tomba non è il nome, ma il cognome di un componente del gruppo, Monica, chiamata scherzosamente da tutti noi “Tomba”)

Chiediamo di dirci il suo nome – “Non adesso”

Quante persone siete? – “sei o sette” (non si capisce chiaramente)

Chiediamo i loro nomi – “Grazia, Giuseppe, Valfredo”

Richiediamo il nome di colui che comunica con noi: – “Giuseppe”

L’indagine prosegue quindi nel salottino orientale, dove l’interazione con Giuseppe continua, i tre rilevatori di campi elettromagnetici vanno a fondo scala, i due rilevatori di vibrazioni entrano in funzione, la Spirit Box risponde coerentemente alle nostre domande. (l’interazione completa sul nostro video). Il conte Giuseppe Sannazzaro Natta, proprietario attuale del castello, ci dice che il nonno aveva lo stesso suo nome.

Abbiamo inoltre effettuato rilievi fotografici presso la sala dove, durante l’indagine precedente, è emerso un volto femminile riflesso in una finestra. Abbiamo ricreato la stessa situazione, con le stesse persone presenti, nelle identiche posizioni e nelle stesse condizioni luminose. Gli apparecchi utilizzati erano gli stessi della volta precedente… nessuna immagine è emersa e questo ci da la certezza che l’immagine ottenuta nella scorsa indagine non apparteneva al riflesso di nessuno dei presenti.

Sono stati esplorati tutti gli ambienti non abitati del castello, compresa la Chiesa e i sotterranei, ma non sono stati ottenuti ulteriori risultati degni di nota.

Nel corso dell’indagine è stata condotta da Marco Luzzatto una seduta di metavisione (tecnica di transcomunicazione strumentale video, tramite la quale, mediante un apparecchio televisivo scollegato da antenna, è possibile ricevere volti e/o altre immagini).

La tecnica non ha, per il momento, alcuna spiegazione scientifica, ma in fase di studio abbiamo voluto provare se qualche volto attinente ad eventuali personaggi legati al castello sarebbe apparso…

Sono state ottenute due immagini interessanti, che però non è stato possibile collegare ad alcun personaggio vissuto al castello.

Nel corso della notte sono state posizionate n. 5 fototrappole ed altrettanti registratori digitali in varie stanze del castello, compresa la Chiesa, ma nessun risultato audio/video è stato riscontrato.

E’ curioso notare che, nonostante durante tutte le indagini precedenti si siano verificati colpi e rumori di passi all’interno della Chiesa, durante questa indagine non si è registrato alcun rumore.

L’indagine termina alle ore 04,00 circa.