La notte del 16 settembre 2017 si è svolta la terza indagine paranormale al Castello Sannazzaro di Giarole (AL).

Hanno partecipato all’indagine: William Facchinetti Kerdudo, Giuseppe Tripodi, Eva Rebecchi, Marco Luzzatto (tecnica metavisione, ricercatore indipendente) e Rodolfo Bortoletto (collaboratore esterno).

Sono stati esplorati i seguenti ambienti: sala guardaroba, sala da ballo, salottino rosso, sotterranei, chiesa privata.

Strumenti utilizzati: telecamere IR, reflex modificate per IR e UV, reflex normali, fotocamera full spectrum, registratori digitali, scout-cam (fototrappole), misuratore di campi elettromagnetici, temperatura e vibrazioni, apparecchio autocostruito Siriam (misurazione campi magnetici, elettromagnetici, vibrazioni, movimento, temperatura, umidità, altimetro, barometro e suoni).

Nel corso dell’indagine è stata condotta, dal ricercatore Marco Luzzatto, una sessione di TRC –  tecnica a raggi catodici – Sistema BlendAr (tecnica di transcomunicazione strumentale video, tramite la quale, mediante un apparecchio televisivo scollegato dall’antenna, è possibile ricevere volti e/o altre immagini).

L’indagine ha inizio alle ore 21,00, presso la stanza adibita a guardaroba, con due sessioni della tecnica di metavisione, durante le quali si sono manifestate due immagini interessanti:

  • il volto di un bambino, che pare confermare la sua presenza al castello, come già verificato nelle indagini precedenti;
  • una figura femminile, che pare seduta nel salottino adiacente alla sala guardaroba, dove, nelle indagini precedenti, si era verificato un fenomeno anomalo, registrato dall’apparecchio Siriam.
Foto bambino
Foto donna

L’apparecchio Siriam, posto nel salottino adiacente alla sala guardaroba, ha mostrato un malfunzionamento dello stesso, registrando i valori ambientali per soli due minuti in due accensioni diverse. Lo stesso, esaminato successivamente, ha evidenziato che, tra le otto batterie alcaline (cambiate prima dell’indagine), una batteria ha provocato il mancato funzionamento dell’apparecchio, invertendo la propria polarità (fenomeno che non riusciamo a spiegarci in questo frangente).

Si specifica che il funzionamento dell’apparecchio, come quello di tutto il resto dell’attrezzatura utilizzata nell’indagine, era stato verificato prima dell’indagine stessa.

Durante un tentativo d’interazione nella chiesa privata, dove nelle indagini precedenti sono stati registrati tonfi, rumori di passi e colpi per tutta la notte, il rilevatore di vibrazioni pare rispondere alle nostre domande e, su richiesta, sono stati prodotti due colpi su una panca.

Inoltre, durante l’ interazione, Rodolfo, che si trovava vicino al portone di ingresso della chiesa, ha udito distintamente un colpo battuto sul portone dall’ esterno.

La cosa più singolare di questo fenomeno è che il rilevatore di vibrazioni emetteva segnali solo ed esclusivamente in un punto della chiesa, mentre era completamente “muto” in tutti gli altri punti sul quale è stato posto…

Durante la notte, a differenza delle altre due indagini, il registratore digitale posto all’interno della chiesa non ha rilevato alcun rumore.

Il risultato più eclatante di questa indagine si è verificato presso la sala rossa, nella quale, durante un tentativo d’interazione, gli strumenti non hanno riscontrato nessuna anomalia ma una foto, scattata da William Facchinetti Kerdudo, evidenzia un riflesso decisamente anomalo.

La foto è stata sottoposta ad analisi da parte del tecnico dell’immagine Mauro Radicchi, e corrisponde ad una donna vestita con abiti antichi. Chi sia questa donna non possiamo saperlo ma, dopo le dovute comparazioni ed analisi svolte da Mauro, l’immagine mostra un volto dolcissimo, che pare sorridere. Nulla di inquietante quindi, forse solo una memoria di un istante sereno, che pare abbia voluto trasmetterci.

Clikkare per leggere l’analisi tecnica completa svolta da Mauro Radicchi.

Gli altri ambienti indagati non hanno rilevato  alcuna anomalia.

L’indagine termina alle ore 3,40