Rosazza – Il paese “suggerito dagli spiriti”

Nella Valle Cervo, in provincia di Biella, si trova uno tra i Comuni meno popolati d’Italia, ma forse il più misterioso: il piccolo borgo di Rosazza. Talmente misterioso, da essere definito la “Rennes-le-Chateau” d’Italia.

Rosazza ha origini incerte, non si conosce molto di questo piccolo borgo, fino all’arrivo di colui che la plasmò, forse su suggerimento degli spiriti, così come la vediamo ora: Federico Rosazza, Senatore del Regno e membro della Giovane Italia mazziniana, nonché Grande Maestro della Massoneria di Biella.

Rosazza prende quindi il suo nome proprio da Federico, dopo essersi  staccata dal Comune di Piedicavallo, del quale faceva parte.

Federico Rosazza nacque proprio qui, nel 1813 e, a seguito della perdita della moglie e dell’unica figlia, si avvicinò alle pratiche occulte, accompagnato dall’amico architetto Enrico Maffei, col quale progettò la nuova Rosazza.

Entriamo subito nella chiesa, fatta costruire dal Rosazza sopra il vecchio cimitero, e restiamo  abbagliati dall’azzurra volta, nella quale splendono stelle dorate che formano le varie costellazioni. Rose e stelle a cinque punte sui capitelli ci ricordano i simboli massonici tanto cari al Rosazza.

Sul lato destro della chiesa un piccolo vicolo, col simbolo di una scala sul selciato, quasi a rivelare un cammino iniziatico, ci svela due magiche porte sulle quali troviamo, rispettivamente, una stella a cinque punte e una svastica, simbolo propiziatorio secondo alcune religioni orientali.

Una rientranza del muro, con l’incisione di una stella, quasi ci invita a porci in questo luogo, orientando il nostro sguardo in alto, verso la parte laterale della Chiesa. Ed è proprio lì, tra le finte finestre dipinte, che un giovane Rosazza con la squadra in mano, veglia la sua città.

Ci incamminiamo quindi verso il castello, fatto costruire come residenza estiva e contenente svariati simboli esoterici e massonici, come il suo stemma, che contiene l’iscrizione “circumdo vespres astra imitata rosa” (io, rosa, avvolgo i rovi imitando gli astri).

L’arco di accesso al parco, costruito  su imitazione dell’arco di Volterra, mostra le teste di tre donne con l’immancabile stella a cinque punte tra i capelli.

Ma è il cimitero la parte dove più si respira la storia di Rosazza. Fatto costruire aldilà del torrente Cervo, collegato al paese da un ponte, le cui balaustre laterali mostrano simboli di croci e stelle a cinque punte,

Il cimitero contiene gli immancabili simboli massonici ed esoterici. Tra tutti, alcune panche circondate da grandi lacrime, simbolo massonico di grande dolore.

Ma non è qui che è sepolto colui che diede vita a questo incredibile paese. Federico Rosazza infatti, dopo la sua morte, avvenuta nel 1899, viene sepolto nel cimitero del Santuario di San Giovanni.

E tra tanti misteri, nel parco comunale, l’incredibile statua di un orso e una scritta a lettere runiche, riproduzione di un’antica tavola ritrovata nel corso del del Rio Cervetto, a tutt’oggi non ancora decifrata.

Il piccolo borgo, con queste misteriosi origini, non poteva farsi mancare le sue bellissime leggende, che rafforzano, con la loro poesia, la grande spiritualità di questo paese dalle fontane “parlanti” (su ciascuna fontana, oltre ai consueti simboli massonici, sono incise delle frasi che inducono alla meditazione).

La leggenda delle masche

 Le masche sono donne che si sono votate al male e di notte si trasformano in animali. Ogni masca, per poter morire, doveva prima trasmettere i propri poteri ad un’altra donna. Anche Rosazza aveva la sua masca, e quando morì, in breve tempo, il suo corpo venne coperto dalle formiche, segno sicuro che la donna era veramente una masca.

La leggenda del lago della Vecchia

Questa romantica leggenda risale al 1600 e narra di una bellissima fanciulla, legata sentimentalmente ad un giovane che, purtroppo, partì per la guerra. La fanciulla lo aspettò per anni finché un bel giovane ricco e affascinante, arrivò in paese e, folgorato dalla bellezza della fanciulla, iniziò a farle una corte serrata. La ragazza inizialmente resistette ma poi, non ricevendo notizie dell’amato, cedette alla corte del giovane torinese.

Ma ben presto a Rosazza arrivò la notizia della morte del giovane.

Il giorno del matrimonio della fanciulla col torinese, in chiesa apparve uno strano personaggio, nascosto da un nero mantello. La madre della ragazza, vedendo il fantasma, morì di infarto e la ragazza, colta da profondi sensi di colpa, scappò dalla chiesa e si rifugiò tra le montagne. La ritrovarono morta sulle sponde del lago e da allora la sua anima continua a vagare, con un lugubre lamento che condanna gli infedeli in amore.

 

Articolo di Eva Rebecchi

Foto di Eva Rebecchi

Si ringrazia Isabella Dalla Vecchia per il prezioso contributo bibliografico.

Luogo: Rosazza (BI)

Regione: Piemonte